Numero 120 - Maggio 2008
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Era 2000 OnLine
Reg. Trib. di Perugia
N. 15/2005 del 07/06/2005
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Direttore Responsabile
Mauro Piergentili
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Extra Omnes
di Claudia Maiarelli
" La storia infinita"... di Emanuela Orlandi

«Ci sono molti modi per leggere un libro. Lo si può scorrere velocemente e pensare che quel tappeto di parole che si srotola più o meno linearmente sia tutto ciò che il testo ci può offrire. In questo caso, nel libro di Gaja Cenciarelli, si trova un’infinità di date che pur spesso intersecandosi in continui flash-back ci raccontano una storia che inizia con un rapimento, o meglio con la scomparsa di una quindicenne romana il 22 giugno 1983, dell’inutile ricerca affannosa , degli assurdi impedimenti politici, dei presunti o veri intrighi internazionali nel meccanismo dei quali la povera ragazza sarebbe incappata diventando il capro espiatorio di lotte di potere troppo più grandi e opprimenti del suo essere solo una ragazzina anonima per la grande Roma sonnecchiante e indifferente di quell’estate.»
Sono stati scritti pochi libri, troppo pochi, sul caso infinito del rapimento di Emanuela Orlandi. Dal giugno 1983 a oggi, in un vorticare confuso, abnorme, di rivelazioni finte e parziali verità, di passaggi di mano degli atti e di investigazioni finite nel nulla. E’il centro vuoto di una rete di connessioni che, prima della scomparsa della ragazza - e durante, e dopo - creano un labirinto inestricabile che raffigura un momento apicale della storia italiana: è l'Italian Tabloid che ha sempre desiderato scrivere. Le relazioni con fatti capitali della nostra storia contaminano il corpo e la mente di una ragazzina innocente che fa le spese di un gioco anonimo (o fin troppo poco anonimo) che aggrega tutti i protagonisti della Guerra Fredda in una delle sue fasi apicali: Emanuela Orlandi è l'occhio del ciclone. Questo vuoto infernale, si oppone a un "troppo pieno" di storia, in cui si addensano nubi per scatenamenti di uragani in serie infinita: connessioni con il caso Moro, con l'attentato al Papa, con la scoperta della P2, con la fine delle BR, con la Banda della Magliana, con gli intrecci neri in Vaticano, con la presenza di agenti segreti dell'est e dell'ovest su un suolo a sovranità limitata. La stessa vicenda, riassunta in questo memorabile libro di Gaja Cenciarelli, pullula di comprimari ambigui, protagonisti segreti, disinformatori di professione: dai primi telefonisti italiani (uno, addirittura, definito "pariolino") che hanno lo scopo di ritardare indagini serrate, fino alla comparsa della leggenda nera telefonica soprannominata "l'Amerikano" e agli incredibili e grotteschi Komunicati del Fronte Turkesh (che dopo il '90 si svelarono essere atti di depistaggio a opera dei vertici della Stasi) e, di contro, l'opposta e inquietante fazione americana detta Phoenix. Il tutto mentre si alternavano gli appelli del Papa, le menzogne contraddittorie di Agcà, i "consigli" dei Servizi italiani, l'ipotesi della tratta delle bianche a opera di forze di polizia, ad amplificare la confusione e il dramma della famiglia Orlandi. Il punto, però, non è questo. Il punto è che la vicenda di Emanuela Orlandi si trascina fino a oggi. L’autrice trova il coraggio di scrivere un sunto incrociato con lo sguardo di una vita, la sua, che cresce al crescere dei misteri estenuanti della scomparsa della ragazza con la fascia in testa, il cui volto era stampato in manifesti ubiqui, che ossessionarono ai tempi chi, la Guerra Fredda, la viveva da minorenne, ma la viveva comunque, portandone le ferite nell'immaginario e nel sistema emotivo. Il caso Orlandi, è fitto di domande che non hanno risposta e potrebbero averla, se solo i responsabili ancora in vita parlassero. Perché molti sono morti, nel frattempo: dal padre di Emanuela, Ercole Orlandi che già, in una delle prime interviste al tg2 era come un tronco squarciato da un fulmine ma che resta in piedi, fino a molti dei mestatori o degli occulti protagonisti di questa vicenda immorale, di questo emblema del male che l'uomo perpetra nei confronti dello stesso, (uno su tutti: il comandante Estermann, coinvolto nell'ambiguo caso dell'omicidio-suicidio tra guardie svizzere in Vaticano: ai tempi, fu lui a chiudere le investigazioni interne; o il cardinal Poletti, il contatto con i veri o presunti rapitori). A fronte di questo gorgo di sporcizia anti-umano e politico, il libro di Gaja Cenciarelli è un j'accuse in forma, di una serie di domande ed è un colpo sparato al cuore dell'umanesimo inesistente che non presiede più alla coesione di una comunità nazionale: è un proiettile di pura pietà, ma pur sempre è un proiettile. La pietà che accusa. Accusa con domande semplici, con ricordi del senso di colpa provato mentre si cresce e si fa esperienza avendo a fianco un'assenza che è penetrata nell'immaginario, tu diventi adulto ed Emanuela Orlandi è fissata in quel manifesto, nei suoi eterni 15 anni, senza che i responsabili di questa efferata scomparsa permettano ai famigliari di ottenere la certezza di un lutto o, la prova dell'esistenza in vita della loro figlia.

 
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