Lo scorso anno è stata la prima occasione, per chi vi scrive, di accredito e relativa partecipazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, comunemente più nota come Festival di Venezia, trovandola abbastanza deludente dal punto di vista logistico e resa ancor più caotica di quanto ci si potesse aspettare per via degli spazi limitati offerti dalla splendida, ma minuscola, città di Venezia; senza dubbio magica ed unica al mondo, ma altrettanto senza dubbio una piccola bomboniera che ha perfino provato a candidarsi per ospitare le Olimpiadi, quando già un festival del cinema crea un caos inverosimile, e difficilmente gestibile, tra Venezia, Mestre, Porto Marghera, San Giuliano e dintorni!
Ma lasciate alle spalle le piccole delusioni della scorsa edizione del festival (in parte anche a livello di films presentati, che restano la cosa più importante, ovviamente), va detto che è proprio grazie a quell’accredito dello scorso anno che oggi ci siamo ritrovati a partecipare ad una conferenza organizzata dall’Ente dello Spettacolo proprio in occasione della prestigiosa rassegna veneziana. Occasione della conferenza, è la presentazione di una ricerca che intende spiegare come lo spettatore oggi usufruisce del prodotto filmico.
I dati sono assai interessanti. Il 45,8% degli italiani va al cinema da una a tre volte la settimana (anche se i dati relativi agli incassi farebbe immaginare una percentuale minore, in tutta franchezza); il 47,4% meno di una volta al mese ed il 6,1% più volte alla settimana. Le multisala fanno segnare uno strapotere, e questo non ci sorprende: il 60% degli intervistati preferisce andare a vedere un film in una multisala (ma lo preferisce davvero, oppure in certe località non ha alternative?); solo il 27% ha una predilezione per la monosala. La multisala viene preferita soprattutto per la qualità e l’ampia scelta dei films proiettati.
Segue un dato abbastanza sconfortante, almeno per i cinefili più appassionati; ma si tratta di un dato largamente atteso, e frutto soprattutto (ma non solo) dei cosiddetti cinepanettoni; al cinema si va soprattutto per ridere, per non pensare (e per non pensare, meglio dei cinepanettoni non c’è proprio nulla; neanche il vuoto pneumatico!). Il film comico resta il genere preferito dagli italiani, preferito da poco più del 50% del vasto campione di spettatori intervistati; segue il film d’avventura, con il 41% delle preferenze.
Altri dati presentati in conferenza. Il cinema da internet: il 33% degli intervistati scarica in media un film al mese dal web. Il 21% arriva a scaricare anche da quattro a sei pellicole al mese.
Tutti questi dati, e molti altri ancora, sono raccolti nel volume curato da Emiliana De Blasio e Paolo Peverini, Open Cinema – Scenari di visione cinematografica negli anni ‘10, una ricerca realizzata dal Centre for Media and Communication Studies “Massimo Baldini” – LUISS “Guido Carli”, in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo.
Il volume analizza come sono cambiate le abitudini degli italiani nel loro rapporto con il grande schermo, un approccio innovativo rispetto al passato che tiene conto delle nuove tecnologie e dell’avvento di internet, e riflette profondamente i cambiamenti intercorsi nella società intera e nel modo di vivere l’intrattenimento e lo svago. Questo lavoro rappresenta il primo tentativo in Italia di descrivere un territorio ampio e complesso che va dalle strategie dell’industria cinematografica alle nuove forme di cinema cooperativo; dalle tante forme di riscrittura presenti nel web alle sperimentazioni più avanzate che talvolta penetrano nel cinema mainstream, modificandone la storia e gli stili di fruizione.
Si ringrazia l’Ufficio Stampa della Fondazione Ente dello Spettacolo, nelle persone di Rossana Arzone e Daniele Autieri, ricordando che la Fondazione Ente dello Spettacolo opera dal 1946 e che gestisce i contenuti relativi al cinema per ilsole24ore.com, virgilio.it, yahoo.it, libero.it, Comingsoon Television, PreviewNetworks, MTV, etc.. Inoltre, organizza eventi culturali, convegni internazionali, seminari, festival, anteprime cinematografiche, spesso in collaborazione con importanti partner italiani e stranieri, tra cui il Centro Sperimentale di Cinematografia, ed ai quali partecipano i redattori di Era2000. Infine, pubblica ogni anno il fondamentale (per gli appassionati e gli studiosi del settore) rapporto Il Mercato e l’Industria del Cinema in Italia.
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