Fuori dalle mura dei musei e delle gallerie, le opere d’arte contemporanea trovano una simbiotica collocazione nei contesti naturali e nei giardini, rendendosi maggiormente fruibili da parte del pubblico. Un interessante percorso di parchi artistici si trova in Toscana fra le province di Siena, Arezzo e Grosseto.
La fruibilità dell’arte contemporanea non passa esclusivamente dalle gallerie, dai musei e dalle fiere, ma predilige spesso canali più diretti e facili come le piazze e i giardini delle nostre città, oppure parchi appositamente creati. Quella del parco artistico e del giardino ornamentale sono due tradizioni che vanno di pari passo e che si sviluppano in Europa, ed in Italia in particolare, a partire dal Rinascimento. Luoghi incantevoli, curati nei minimi dettagli, creati per divertire e stupire proprietari e visitatori. Dai giardini delle reggie a quelli delle Ville Medicee, dal Parco dei Mostri di Bomarzo ai giardini di Villa Este a Tivoli, gli esempi del genere sono molteplici.
E’ proprio sul filone di questa tradizione che oggi si moltiplicano a vista d’occhio i parchi dedicati all’arte cointemporanea. In Toscana, per esempio, molti di questi sono concentrati fra la provincia di Siena e quella di Grosseto. Nella zona del Chianti, a circa 15 km da Siena, immerso in un bosco di sette ettari formato da querce e lecci si trova il Parco Sculture del Chianti, creato a partire dall’inizio degli anni ’90 dai coniugi Piero e Rosalba Bella Giadrossi. Il parco si trova vicino alla vecchia fornace di Pievasciata, nel Comune di Castelnuovo Berardenga (SI). Dopo cinque anni di lavoro viene aperto nel maggio 2004 ed ospita venticinque artisti di fama internazionale che hanno realizzato altrettante sculture d’arte contemporanea perfettamente inserite nell’ambiente. Ogni singola opera è site specific, ovvero è stata creata dall’artista dopo aver visitato il luogo. Nel 2007 è stato aggiunto il Labirinto, nel 2008 l’opera “Falling Leaf” e nel 2009 l’anfiteatro, utilizzato per spettacoli e concerti. Ad affiancare il parco, la galleria d’arte La Fornace che, a rotazione, propone opere di diversi artisti contemporanei.
Sempre in provincia di Siena si trova la Selva di Sogno dell’artista Deva Manfredo, ubicata nelle campagne fra i comuni di Casole d’Elsa e di Chiusdino, in località Cotorniano, nelle vicinanze dell’Istituto di Meditazione e Crescita Spirituale Osho Miasto. La Selva di Sogno è stata eretta in più di venti anni di lavoro e di meditazione e conta al suo interno all’incirca cento installazioni in pietra, grandi e piccole, erette esclusivamente con l’aiuto dell’equilibrio e della gravità, senza uso alcuno di materiali collanti e di strumenti di lavorazione. I sassi con cui Deva Manfredo dà vita ad architetture fantastiche, a mandala, a totem primordiali, a giocose installazioni, sono scelti con grande accuratezza – ampia la campionatura di colori, striature e forme – collocati secondo un ordine che pare stabilito dalla natura stessa. L’intervento umano non prende il sopravvento sulla natura, ma si limita ad esaltarne la bellezza e l’armonia, quasi con un senso di religiosa devozione.
Spostandoci in provincia di Arezzo, e più precisamente a Manciano di Castiglion Fiorentino, fra Cortona e Arezzo, troviamo il Parco della Creatività, nato da un’idea dell’artista Andrea Roggi ed inaugurato nel 1999. Il parco è dedicato all’esposizione e alla realizzazione di opere d’arte, in special modo di sculture in bronzo, in pietra e in metalli preziosi. Il visitatore, oltre ad ammirare le opere di Andrea Roggi, splendido esempio di perfetta fuzione fra uomo e natura, e degli altri scultori ospitati via via, può assistere anche alla realizzazione di un’opera in bronzo seguendo le varie fasi del progetto fino alla fusione e finitura attraverso immagini e oggetti, oltre che partecipare a stages di scultura internazionali.
Alle pendici del Monte Amiata, a Seggiano, in provincia di Grosseto, è situato il Giardino Spoerri, ideato e realizzato dall’artista contemporaneo svizzero Daniel Spoerri. Alla fine degli anni ’90 Spoerri acquista un terreno di oltre quindici ettari di bosco e di ulivi e ne fa un parco museo, nel quale oltre un centinaio di sculture e installazioni sono collocate in maniera apparentemente casuale fra prati, alberi e specchi d’acqua. Nel parco sono raccolte una settantina di opere di Daniel Spoerri e di altri artisti, creature diaboliche, strane figure femminili, labirinti di pietra, sedie enormi, sculture sonore, siepi e altro ancora. Il Giardino Spoerri rappresenta una fusione assoluta dell’arte nella natura e nel paesaggio, difatti, connesso a quello artistico, c’è anche un percorso botanico da seguire e scoprire, fatto di alberi e piante ben descritti da cartellini che li identificano e ne spiegano le peculiarità.
In provincia di Grosseto, nella tenuta di Garavicchio, all’interno del comune di Capalbio, si trova uno dei giardini più famosi, il Giardino dei Tarocchi, un piccolo angolo di Pradiso – per parafrasare le parole della sua creatrice – che rende omaggio al Parco Guell di Barcellona, realizzazione del celebre architetto Gaudì. La scultrice francese Niki de Saint Phalle, con la collaborazione del marito, l’artista Jean Tinguely, inizia i primi lavori del giardino nel 1979, sul terreno collinare di Garavicchio di proprietà di Marella, Carlo e Nicola Caracciolo, portandoli avanti fino al 1996, dando vita ad un gruppo di ventidue sculture monumentali, alcune delle quali abitabili, che si ispirano agli arcani maggiori dei Tarocchi. Le sculture sono costruite in cemento armato e ricoperte da un mosaico di specchi, vetri e ceramiche coloratissime. Oggi il giardino è diventato una fondazione privata, i suoi introiti servono soprattutto alla notevole manuenzione di cui ha giornalmente bisogno.
Link:
http://www.chiantisculpturepark.it/
http://devamanfredo-stoneart.com/stoneart_it.htm
http://www.parcodellacreativita.com/
http://www.danielspoerri.org/italienisch/home.htm
http://www.provincia.grosseto.it/tarocchi/tarocchi_hm.htm
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