“ Compare Socrate influenzò Platone, che influenzò Aristotele, che non fu capito da Avicenna, secondo Averroè,che attaccò Al Ghazali che influenzò Farid ad din’ Attar, che attaccò i filosofi Greci. Io che sto diventando sabbia del deserto, ringrazio i venti che mi cambiano forma e punto di osservazione, un ideale perseguo, anacronistico e ridicolo, il miglioramento.

Una volta pensavo che la mia totale incapacità nel disegno dipendesse dalla mancanza di una naturale predisposizione, come nel caso di uno stonato che non riesce ad emettere la stessa nota che ha in testa.Col tempo ho scoperto che avevo un’idea astratta, archetipa, dell’oggetto che osservavo: quello che mi mancava era la possibilità di coglierlo nella sua esatta forma.

Per analizzare praticamente questo genere di chiusura, vent’anni fa iniziai a dipingere, per pura sfida: questa terapia riabilitativa mi sta privando di quel difetto, pilastro di certa consacrata pittura moderna.” Franco Battiato

A Lodi fino all’11 luglio in mostra i dipinti del maestro Franco Battiato. Lo spazio espositivo di Bipielle Arte nella sede della Banca Popolare di Lodi gestita da Villaggio Globale International sarà inondata dalle tele del musicista che inaspettatamente ci regala un talento d’autore. 25 opere realizzate dal 1990 a oggi, raccontano la sua personale visione del tempo, della memoria, della storia, della bellezza. Lontano dai canoni pittorici usuali trasforma le sue tele in comunicazione trasportando la sua rilettura dell’età bizantina e medioevale in immagini estetiche di indiscutibile bellezza. La curatrice Elisa Grandi nel catalogo Skira così descrive la sua unicità:Un brano lasciato all’approssimazione, all’inesattezza tecnica non fa che rafforzare il valore puramente pittorico ed espressivo della composizione. Implicitamente attestando che l’atto creativo, e la conseguente forza comunicativa del messaggio, è di per sé di maggiore importanza rispetto alla sua incarnazione materiale… Nell’impegno – che implica fatica – di potersi avvalere di un vocabolario pittorico più esteso, è implicito un potere amplificatorio, capace di far percepire al riguardante il suono di una visione interiore. Ciò che ogni mestierante da cavalletto rifugge, Battiato dunque ricerca, affidando ad un’ingenuità creatrice il compito di dar voce alla sua visione”. La sfida vinta dal versatile artista ci ricorda la sua ricerca costante della verità e dell’armonia che con la pittura lo aiuta a esplorare altre forme di espressione. Motivo dominante del lavoro del maestro l’effige umana che traspira riflessione, meditazione e sacralità sottolineata dall’uso dell’oro nei dipinti. Forte l’accento orientale che contraddistingue quasi tutti i sui lavori.Presente nella mostra ache il primo libro di Franco Battiato Gilgamesh e il mediometraggio su Gesualdo Bufalino.

Articoli simili: