Nel borgo di San Pancrazio in Umbria il debutto dello spettacolo teatrale tratto dal capolavoro di Fedor Dostoevskij. Con una recitazione alla Russa, il regista Peter Stein ha voluto mettere in scena il “drammone” di Dostoevskij in 12 ore di spettacolo quasi nostop. 4 pause di 15 minuti e due per il pranzo sono le uniche regalate agli attori e ai spettatori che in questo modo sono coinvolti interamente e totalmente nell’opera teatrale.Presente nella scena come un “Deus ex machina” anche lo stesso regista. Impresa titanica che gli ha costato la prima al teatro Stabile di Torino a causa di mancanza di fondi. Non si diede per vinto e lo realizzò compiutamente secondo le sue idee nel piccolo borgo nelle campagne umbre allestito a palcoscenico teatrale per l’evento. L’ideologia, per l’autore del romanzo, ha creato i Demoni che inesorabilmente e silenziosamente hanno infettato un’ intera generazione. Malattie, pazzia, deformazione, sono frutto del pensiero materialista e moderno che ha perso il suo punto di riferimento più importante, la fede. Si è in balia dell’ineluttabile fine, alla ricerca di un uomo nuovo che è già di per sé imperfetto e debole. Dostoevskij chiaramente ha avuto una visione di quello che sarebbe diventata la sua Russia durante lo Stalinismo. Sullo sfondo di questo mondo così terreno e vacillante si affacciano le storie di un gruppo di persone legate insieme da un destino tragico.
Il mio adattamento, che conosce diverse versioni (Camus, Casdorf, Dodin, Wajda) vuole dare una versione quasi completa del capolavoro di Dostoevskij e dei suoi personaggi. Quindi reciteremo 9 ore complete, che diventeranno 12 ore di spettacolo con quattro pause di 15 minuti e due di un ora per pranzo e cena.
Peter Stein

Photo: Boccalini

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