Un libro vivo, autentico, di Monica Guerritore. La grandezza di una donna vera, di una grande attrice che dietro la sconfinata bravura e il suo sconfinato coraggio ha solcato la vita con la gioia più pura, la ferita più vera, il dolore più amaro, l’amore più sincero.
Nelle pagine che scorrono seguendo le emozioni si intreccia la scelta, il coraggio, la sfida, la perdita di chi va oltre l’apparenza perché ha bisogno del concreto amore, del concreto lavoro, della vera amicizia.
Sincerità, bravura, intelligenza, bellezza, forza, grazia, sensibilità, determinazione, professionalità. Con Strehler, il maestro, debutta al Piccolo di Milano a soli sedici anni Monica Guerritore, niente è facile e niente ti viene regalato quando sei sola e lavori a soli sedici anni. C’è il trionfo che il destino ti mette davanti che va onorato con un talento che va custodito, ricercato, fatto crescere seguendo la propria mente e la propria anima. Perché il talento è un “dono”. Ma in mezzo a volte c’è il vuoto, quello denso, che arriva ad aggrapparsi in ogni parte. Per arrivare ad essere se stessi, ad essere liberi, consapevoli c’è il dolore della perdita, la paura, la solitudine, l’accettazione delle proprie forze come uniche forze.
“…Eppure a me sembrava naturale. Il suo ruolo – “il regista” -, la sua voce, il suo carattere, a volte davvero collerico, la sua bravura, anche tecnica, fuori dal comune, il suo sesso, la sua età: tutto lo faceva diventare “più di me”. E forse era anche più comodo”… l’amore con l’attore Gabriele Lavia, la famiglia, due figlie, il lavoro, la passione per il teatro, per l’arte del palcoscenico, per “l’arte”, la vita insieme che ad un certo punto si specchia, diventa immagine, perde quella densità pulsante,quel senso totale e totalizzante, prima di tornare a prendere in mano la propria vita si passa per quegli attimi eterni senza forze, senza cura, senza… bisogna abituarsi al senza per ritrovarsi, c’è sempre la forza e l’autenticità dell’essere madre, della verità e non dell’apparenza. Nel leggere, nel misurarsi, nel confrontarsi, nel ritrovarsi si condivide, l’autenticità di Monica Guerritore si avvicina sempre più alle esperienze, quasi sottovoce per risalire e si risale con la fierezza di chi sa mettersi in gioco, con la vita vera, le esperienze si trasformano in sogni, idee, fatti. Il palcoscenico è una costante, un punto fermo dove Monica Guerritore vive senza maschere, in maniera totale le sue interpretazione ritrovando in ogni personaggio il centro, non è mai solo interpretazione è sempre un ridare vita in ogni sua forma, sguardo, respiro, cuore. Interpretazioni per la TV, e il Cinema, basta citare La Lupa dove il fuoco dell’arte è negli occhi, nella pelle, dove rincontra Giancarlo Giannini dopo diciassette anni, dopo un sentimento che l’ha lasciata giovanissima, ventenne, per ritrovarla donna, con la delicatezza delle parole ripercorre nelle sensazioni quello che era, che era ormai diventato, che è.
Citazioni, anzi frasi che chiariscono un sentimento che ti rimandano a un’opera, a Proust ad altre tessere di quel puzzle che è la cultura della scoperta, del piacere puro di conoscere, uno spunto per tornare a rivedere certe autori, un rimando a perle di letteratura. Da donna colgo in tutto il mio rispetto le pagine dedicate a una malattia, un tumore al seno che con determinazione e autenticità racconta, sconfigge, dando coraggio e vera speranza a chiunque legge. Il rapporto con una madre bellissima, un rapporto che segna la sua infanzia, la sua vita, come tutti quei legami che sono fatti di sangue e comprensione, comprensione che arriva quando la vita scioglie i nodi, in qualche modo, quando i ruoli si invertono per tragica necessità, quando un padre viene riscoperto ripercorrendo a ritroso tutto quel sentiero che prima si vedeva come unica via. L’amore, la relazione con Giancarlo Zaccaria è il presente… nell’ultima di copertina del libro si legge “Cresco. D’età, di testa, di forza. E cambio. Ci si insegue. Si cambia continuamente. Poi ci si raggiunge”.
La forza del cuore Le sfide della mia vita
di Monica Guerritore
edito Mondadori
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