Dal prossimo 26 maggio – negli ormai tradizionali spazi dell’Arsenale della Danza acquisiti dalla Biennale di Venezia per l’occasione – si svolgerà la VII° edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea, inititolata “Capturing Emotions”… 36 recite, 5 prime mondiali, 7 prime europee ed 8 novità per l’Italia.
“La danza è essenzialmente una disciplina visiva. La coreografia veicola visioni ed i movimenti accendono la nostra capacità di interiorizzare ed esteriorizzare i desideri nascosti, di esprimere emozioni”.
Ismael Ivo, coreografo direttore del Festival
Il Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia verrà inaugurato dai danzatori dell’Arsenale della Danza, artisti provenienti da Venezia e dal mondo che – a conclusione della sessione annuale di studi – si esibiranno in Oxygen, nuova coreografia di Ismael Ivo. Oxygen rappresenta una convergenza molto significativa per la Biennale della Danza: quella tra l’attività formativa e di perfezionamento svolta dall’Arsenale della Danza e l’intento storicamente festivaliero volto a diffondere il prestigio di quella consistente parte di panorama contemporaneo dell’arte coreuitca che rappresenta.
Successivamente il Festival proporrà un’interessante indagine sulle evoluzioni artistiche di Canada e Québec ed Australia e Nuova Zelanda con due focus di approfondimento sulla formazione di queste nuove generazioni di danzatori e coreografi, al fine di favorire quello che è lo scambio culturale delle conoscenze che accrescono questa disciplina. Questa scelta è dettata dal fatto che le città canadesi di Vancuver, Toronto e Motréal ad esempio, contendono ormai il primato nella danza a città come New York; l’Australia invece è un paese che vanta ben 60 compagnie ufficiali di danza, centinaia d artisti indipendenti e 21 università che offrono corsi istituzionali di arte coreutica; la Nuova Zelanda infine suscita del vivido interesse per la sua unicità culturale che mescola 200 differenti nazionalità alla cultura aborigena. Ad esibirsi nel primo spaccato di vitalissima e sfaccettata danza canadese e québecchese dal 26 al 31 di maggio, compagnie come la Wen Wei Dance Company – che aprirà lo spettacolo con una coreografia ispirata alla tradizione squisitamente orientale, proponendo un affresco sulla complessità e la paura che suscitano bellezza, potere e sessualità -, Les Grands Ballets Canadiens de Montrèal, la Compagnie Marie Chouinard, la Daniel Léveillé Danse, la Kidd Pivot Frankfurt RM, Josè Navas e ancora la Compagnie Flak. Per il secondo spaccato invece, che dal 3 al 6 giugno sarà appunto dedicato alle aree del Pacifico, si esibiranno la solista d’eccezione Ros Warby – che aprirà lo spettacolo con una coreografia che attinge ai miti del balletto classico per poi riproporli in modo contemporaneo -, la Sidney Dance Company, Lemi Ponifasio, il physical theatre degli Splintergroup ed ancora Chunky Move con i suoi giochi di superficie dello spettacolo ipertecnologico.
A queste prime due iniziative, si aggiungeranno due inedite coproduzioni che nascono nell’ambito della rete di ENPARTS – un progetto di collaborazione artistica tra la Biennale di Venezia e diversi festival ed istituzioni internazionali – e sono dirette da grandi coreografi italiani come Cristina Caprioli – una delle principali coreografe, nonchè teoriche sperimentali, della scena scandinava – e Virgilio Sieni – autore di una delle più significative ricerche nel campo della danza contemporanea – . Altro nome di spicco nazionale con una novità assoluta per la Biennale sarà Adriana Borriello, che coreografa e protagonista di “Di me in me”, intende sviluppare l’idea di danza come scrittura del corpo.
Lo spettacolo si concluderà poi con la presenza carismatica di Bill T. Jones grande coreografo e danzatore che vanta un repertorio di circa 70 coreografie ed una carriera ricca di prestigiosi riconoscimenti. Accanto al suo lavoro di coreografo, Bill T. Jones svolge quello di insegnante di danza alla State University di New York ed è stato inevitabilmente riconosciuto come “un insostituibile tesoro della danza”. Si tratta di un ideatore di serate che combinano e fondono la danza con la musica ed il canto e, per l’occasione, l’artista presenterà una novità pensata proprio per Venezia e la Biennale dal titolo: “Another Evening: Venice”.
Il programma della Biennale Danza prevede anche la Marathon of the Unexpected, uno spazio destinato ad una selezione di inediti da 15 minuti ognuno, per portare allo scoperto ciò che difficilmente trova visibilità. Diverse saranno anche le esperienze laboratoriali proposte dal contesto e questo per sottolineare la necessità di fare di Venezia non solo un luogo privilegiato per presentare spettacoli inediti per l’Italia, ma anche una costante di confronto tra artisti italiani e stranieri, tra artisti e pubblico consapevole, attento alla ricerca dei diversi linguaggi espressivi.
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