Il prossimo 4 maggio la città di Bologna inaugurerà la XX° edizione del suo Festival Internazionale di Musica.
Il Festival Internazionale di Musica “AngelicA” compie ormai vent’anni. Vent’anni sono tanti. Vent’anni sono un privilegio che non tutte le realtà di produzione musicale arrivano a vantare. AngelicA li celebra, in un 2010 difficile per tutti, riconfluendo – per l’occasione – quella varietà di idee che ne ha tracciato il profilo e consolidato l’identità. “Questa edizione – spiega lo storico direttore artistico del festival Massimo Simonini – è un piano sequenza sui suoi vent’anni di vita, come se ogni giorno ci si trovasse in un festival diverso”. Un ventennio di ricerca, un percorso fatto di domande circa il rinnovarsi della considerazione, del valore, del concetto di musica rispetto all’evolvere della società; un articolato dialogo tra questa e le altre espressioni della contemporaneità, in virtù di quell’esplorazione di “nuovi orizzonti” esortata da Simonini. Nasce così un programma in cui ogni singolo concerto si inserisce in una struttura complessiva che acquisisce senso nella sua totalità: “sulla scia di Godard – prosegue Simonini -, una forma che pensa, un pensiero che forma”. Quello che si prospetta è un maggio lunghissimo, che si aprirà martedì 4 con un decano dell’elettronica francese – Bernard Parmegiani -, per chiudersi domenica 30 con la partecipazione di un monumento legato alla tradizione popolare italiana – Giovanna Marini -. Questo ventennale di AngelicA nasce da una nuova contestualizzazione della situazione concerto, da un incontro tra musica ed astronomia: due discipline certamente diverse, ma anche familiari per chi – in altri tempi – poneva domande di carattere universale tanto all’una quanto all’altra. Ecco allora un viaggio nell’Universo, dal sapore rinascimentale e dal carattere contemporaneo introdotto dalle composizioni di Bernard Parmegiani e dalle parole di Gianfranco Maraniello – direttore Museo Arte Moderna Bologna – e Fabrizio Bònoli – direttore Museo della Specola – che insieme daranno inizio alla serata inaugurale del 4 maggio. Per informazioni, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale dell’evento www.aaa-angelica.com o a contattare l’Associazione Culturale Pierrot Lunaire all’indirizzo di posta i...@aaa-angelica.com. Vi riportiamo a seguire il calendario dettagliato degli spettacoli:

Mercoledì 5 maggio Seguendo più linee del percorso di AngelicA giungiamo a un concerto che raccoglie diversi motivi caratteristici: da un lato, l’uscita dai contesti (questa volta siamo nella Basilica di S. Antonio di Padova), dall’altro lato, una vocazione spirituale che si esprima attraverso l’immediatezza della musica. Mercoledì 5 maggio, alle ore 21.30, Liuwe Tamminga (organista titolare della Basilica di S. Petronio a Bologna), celebre per la sua specializzazione nel repertorio cinque-seicentesco, si tufferà questa volta nel mare novecentesco interpretando brani di Olivier Messiaen e Arvo Pärt.
Giovedì 6 maggio segna quasi un ritorno alla classicità (classicità per AngelicA, ça va sans dire): al Teatro San Leonardo (via San Vitale, 75), luogo “storico” di AngelicA dove anche quest’anno si svolgerà la maggior parte dei concerti, arriva uno dei nomi che ha scritto pagine fondamentali della vicenda musicale afroamericana, Henry Threadgill, chicagoano classe 1944, tra i membri fondatori dell’AACM (Association for the Advancement of Creative Musicians), cresciuto alla corte di Muhal Richard Abrams. Ad AngelicA Threadgill porterà uno dei gruppi con cui ha dato vita alle sperimentazioni dell’ultimo decennio, gli Zooid.
Venerdì 7 maggio: apertura serale straordinaria del Museo d’Arte Moderna di Bologna per un dialogo tra musica e arte sulla scia di una magia apparsa irripetibile quando nel 2008 – sempre in una collaborazione tra AngelicA e MAMbo – il violoncellista Charles Curtis incantò per tre ore buone il pubblico accorso per l’ultima composizione di La Monte Young. E sarà proprio Charles Curtis il trait d’union con questo nuovo appuntamento a MAMbo, questa volta per i tre capitoli di Naldjorlak, lavoro (che ha visto la sua prima assoluta a Bordeaux, proprio al Museo d’Arte Contemporanea, e al Louvre di Parigi: AngelicA guarda all’Europa, anche come prassi performativa) della compositrice Éliane Radigue (altro nome storico della musica francese che va a fare il paio con Bernard Parmegiani in questo ventesimo anno di AngelicA) performato, alla presenza della stessa Radigue, da un trio formato da Bruno Martinez e Carol Robinson (entrambi ai corni di bassetto), oltre a Charles Curtis.2
Sabato 8 maggio Prima fase del Momento Maggio che si chiude con un doppio set sabato 8 maggio, di nuovo al Teatro San Leonardo, protagonista il violino: prima quello di un maestro come Enzo Porta che nel giorno esatto dei vent’anni dalla morte di Luigi Nono (questa è una coincidenza, non cercata, che ci ha sorpreso!) interpreta la sua Lontananza nostalgica utopica futura; a seguire quello di Jon Rose, sperimentatore cosmopolita, allergico alle regole, che presenta ad AngelicA il progetto Palimpolin, futuristico intreccio di musica acustica ed elettronica generate dal suo violino e da un ultratecnologico archetto in carbonio.
Mercoledì 12 maggio Un salto nel tempo, fino a mercoledì 12 maggio, al Teatro San Leonardo, e nello spazio, verso quell’India di Ganesh Anandan che in duo con l’improvvisatore tedesco Hans Reichel presenterà il progetto Shrutidax. Ci porta in Lituania invece il secondo set, sempre mercoledì 12, con il pianista e compositore Arturas Bumsteinas e il suo Works and Days Ensemble, formazione che raccoglie un numero variabile e potenzialmente illimitato di musicisti da ogni parte del mondo, che provano via internet prima della performance dal vivo.
Giovedì 13 maggio Il duo del trombonista austriaco Radu Malfatti e del clarinettista basso argentino Lucio Capece aprirà la serata di giovedì 13 maggio, seguito dall’Atto Tragico dell’olandese Cornelis de Bondt eseguito dall’Ensemble Loos.
Venerdì 14 maggio Un altro duo è quello composto dall’improvvisatore “concreto” francese Pascal Battus e dalla sassofonista franco-libanese Christine Sehnaoui Abdelnour, cui seguirà (nel doppio set di venerdì 14 maggio) il quartetto formato da uno dei più interessanti sviluppatori del jazz sperimentale nell’ex Germania Est come Johannes Bauer assieme al fratello Konrad Bauer e a Uwe Kropinski e Helmut Joe Sachse (due tromboni e due chitarre) per il progetto Doppelmoppel.
Sabato 15 maggio The Recedents sono i protagonisti assoluti della serata di sabato 15 maggio: Lol Coxhill, Mike Cooper e Roger Turner, tre monumenti di quell’improvvisazione radicale che in Gran Bretagna ha visto nascere alcune delle sue più felici espressioni. Prima parte della serata tre soli e poi lo storico trio.
Lunedì 17 maggio l’altra importante manifestazione che AngelicA promuove nel 2010 in coproduzione con la Cineteca di Bologna e l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna: Jean-Luc Godard, compositore di cinema. Dopo le note di William Parker lo scorso febbraio sulle immagini del godardiano Alphaville, arriva a Bologna (all’Arena del Sole) John Zorn, con un gruppo all-star (Marc Ribot, Jamie Saft, Trevor Dunn, Joey Baron, Kenny Wollesen, Cyro Baptista, Ikue Mori) per il progetto Essential Cinema, musiche sulle immagini del cinema sperimentale statunitense fino all’omaggio a Godard con lo spot, girato dal regista francese e mai trasmesso, per la Nike.
Venerdì 21 e sabato 22 maggio Il progetto regionale che negli anni passati ha portato in Emilia-Romagna artisti come Mike Patton, Fred Frith e Butch Morris vede protagonista quest’anno il brasiliano Arto Lindsay: di nuovo un artista eterodosso a confronto per la prima volta con una realtà “classica” come la Filarmonica Arturo Toscanini per una lettura inedita, questa volta, della canzone brasiliana e degli standard della canzone: doppio appuntamento venerdì 21 maggio al Teatro Rossini di Lugo di Romagna e sabato 22 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena.
Domenica 30 maggio Il lungo maggio di AngelicA si chiuderà a fine mese con il ritorno di un’artista a cui il festival lega uno dei suoi ricordi più belli (la prima assoluta dell’oratorio Le ceneri di Gramsci in occasione del trentennale della morte di Pier Paolo Pasolini nel 2005): Giovanna Marini. Un omaggio di AngelicA e Bologna a una delle artiste più poliedriche del nostro Paese, conoscitrice profonda e ‘cantrice’ della tradizione popolare italiana più autentica, oltre che compositrice ad ampio raggio. Proprio sulle note composte negli anni da Giovanna Marini si snoderà la lunga serata di domenica 30 maggio al Teatro Manzoni (una nuova collaborazione con la stagione diretta da Giorgio Zagnoni), immaginata come un dittico in cui il Coro Arcanto presenterà prima una selezione delle pagine della Marini riarrangiate per coro da Giovanna Giovannini; poi sarà Giovanna Marini a salire sul palco con il suo storico Quartetto Vocale.

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