La prestigiosa compagnia americana di Moses Pendleton sarà  in scena ad aprile al Teatro Verdi di Firenze, al Mancinelli di Orvieto, al Gran Teatro di Padova ed al Bellini di Napoli.

Siamo in attesa della prossima esibizione dei Momix, in scena al Teatro Verdi di Firenze dal prossimo 6 aprile. I Momix sono una compagnia di ballerini tra le più ricercate e conosciute di tutto il mondo. Ogni spettacolo, ogni tour si rivela sempre un attesissimo ed acclamato evento e questo dal lontano 1992, anno in cui i Momix esordiscono con lo spettacolo Passion e conquistano la cresta dell’onda. Al Teatro Verdi viene riproposto il noto Bothanica, esibizione di sensazionale inventiva e bellezza, condotta con straordinaria maestria da questi danzatori illusionisti che si impegnano nell’evocazione di un singolare e suggestivo viaggio nel mondo della natura; un percorso di immagini surreali ottenute  attraverso le movenze del corpo ed un’abilissima interazione scenografica, musicale, di giochi di luce e di costumi scenici di grande fantasia ed originalità. Come chiarito da Moses Pendleton – fondatore e regista della compagnia dei Momix -, Bothanica si ispira alle Quattro Stagioni di Vivaldi ed è suddiviso in due parti: Winter Spring e Summer Fall. Le coreografie sono  un insieme di elaborati giochi ottici che assecondano strutture dinamiche di straordinaria efficacia proprie della modern dance americana… il tutto a ritmo di un vasto repertorio di diverse sonorità. “Alla base di Bothanica c’è anche il desiderio di trarre lezione dall’osservazione della natura nel senso, appunto, un po’ ingenuo e forse ancora “hippy” del termine… Utilizzare l’immaginazione e riuscire a vedere un fiore in un uccello, un essere umano in una roccia, una donna in un uomo, questa è l’essenza dei Momix…” – spiega Pendleton in un’intervista – “nei nostri spettacoli cerchiamo di provocare quella che io chiamo “optical confusion” e che rappresenta una forma di sollecitazione dei nervi del cervello dello spettatore, nonché la stimolazione della sua creatività.”. Palese forza visiva e coreografica, per esprimere – soprattutto – quello che è un imprescindibile messaggio di rispetto e salvaguardia della nostra natura… come fonte di vita.

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