Basta un’occhiata attenta agli ingredienti per accorgersene! Lavarsi, profumarsi, truccarsi, curare la propria pelle. Per tutti noi, uomini e donne, sono gesti quotidiani irrinunciabili, segno del rispetto nei confronti degli altri, ma soprattutto verso noi stessi.
Ma siamo sicuri di conoscere ciò che ci spalmiamo addosso? Siamo certi che i prodotti costosi e strareclamizzati siano realmente utili alla nostra pelle, ai nostri capelli, al nostro cavo orale?
Non sempre la “marca” conosciuta è simbolo di qualità, anche se in bella vista sulla boccetta e sul tubetto compaiono nomi altisonanti di ingredienti dai poteri mirabolanti.
Visto che dei cosmetici non ne possiamo fare a meno, se proprio vogliamo aiutare e rispettare il nostro corpo vale la pena porre maggiore attenzione agli ingredienti che li compongono. Questo può fare davvero la differenza.
L’industria cosmetica utilizza circa 13.000 sostanze di sintesi ed emisintesi nei propri prodotti. La cosa che molti non sanno è che la gran parte di queste è stata sufficientemente studiata sotto il profilo della tossicità. A questa categoria appartengono i parabeni (methilparaben – E218, ethylparaben – E214, propylparaben – E216 e butylparaben), sostanze utilizzate in cosmetica come conservanti e antimicrobici, altamente sospettate di essere cancerogene, capaci di accumularsi dentro l’organismo senza essere espulse e di interferire con il sistema ormonale. La loro efficacia come conservanti combinata al loro basso costo spiega come mai vengano usate in larga scala, dagli shampoo ai dentifrici, alla schiuma da barba, ai deodoranti ai prodotti per il make-up e addirittura come additivi alimentari.  Su questi composti si eseguono continue ricerche, tuttavia il loro utilizzo non viene né proibito né limitato. La cosa raccapricciante è che si trovano anche in molti prodotti cosmetici e non destinati ai bambini.
Altre sostanze dannose usate in cosmetica sono i derivati dal petrolio (vaselina, mineral oil, paraffinum liquidum), presenti nelle creme per il viso e nelle creme e gli oli per il corpo. Nonostante la pubblicità ne declami l’alto potere idratante, per esempio una sostanza come la paraffina in realtà non fa altro che creare una barriera tra l’epidermide  e l’ambiente ostacolando la regolare traspirazione I germi presenti restano intrappolati dallo strato petrolifero e possono provocare irritazioni e favorire l’acne, specialmente su pelli già predisposte. In molti casi l’eccesso di untuosità della pelle è causata proprio dal petrolio e dalla sua azione di soffocamento.
Un’altra categoria di molecole presenti ovunque e piuttosto dannosa è quella dei siliconi. Vengono usati perché danno piacevolezza alla texture, perché consentono un rapido assorbimento se usati nelle creme e soprattutto danno un sensazionale effetto di morbidezza e levigatezza sulla pelle e di lucentezza sui capelli. Ma ad essere liscio e lucido è solo il silicone, non lo sono di certo né la pelle né tanto meno i capelli. Il silicone ricopre tutto come una patina di cellophane, nascondendo quelli che sono i reali problemi dell’epidermide e della chioma. Oltretutto fa danno anche all’ambiente perché non è biodegradabile. Altri due composti, presenti nella maggior parte dei deodoranti, sono ritenuti responsabili di causare alcuni problemi per la salute (morbo di Alzheimer, cancro al seno, granulomi e patologie del SNC): l’alluminio e lo zirconio. In particolare è stato osservato che alcuni sali, quali il cloruro e il cloridrato di alluminio o i sali di zirconio sono in grado di ostruire i canali sudoripari ed inibire quindi il normale processo di traspirazione.
Se si vuole effettuare un consumo consapevole della cosmetica le uniche vie sono la scelta dell’eco bio, senza farne però un’ossessiva fissazione, e soprattutto un’attenta lettura dell’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), ovvero l’elenco degli ingredienti contenuti nel cosmetico, obbligatorio dal 1997 per legge e quindi presente su qualsiasi prodotto, addirittura sulle bustine campione. La nomenclatura, standard per tutti i paesi del mondo, prevede che gli ingredienti vengano riportati in ordine crescente di quantità e che i derivati vegetali vengano sempre scritti con il loro nome latino. Le sostanze che hanno subito un intervento chimico hanno invece un nome in inglese. I funzionali, ovvero i principi attivi che apportano benefici specifici per un dato problema, sono sempre presenti nella parte centrale dell’INCI, preceduti da tensioattivi, gelificanti, umettanti e seguiti da conservanti, coloranti e profumo. Per aiutare il consumatore nella lettura spesso non facile dell’INCI sono sorti da tempo dei siti internet che riportano una lista degli ingredienti contenuti nei cosmetici e che ne indicano il grado di dannosità. In particolare possiamo segnalare il Biodizionario (www.biodizionario.it) e Skin Dept (www.cosmeticsdatabase.com).
Non è necessario acquistare prodotti costosissimi nelle profumerie o nelle erboristerie specializzate, spesso basta avere uno sguardo attento e preparato per fare ottimi acquisti anche al supermercato, al discount o nelle catene specializzate nella vendita di prodotti per l’igiene della casa e della persona.
Con pochi accorgimenti e senza far piangere il borsello possiamo prenderci cura della nostra bellezza e di quella dei nostri cari senza spargersi addosso veleni e schifezze di vario genere. Una valida alternativa è quella di usare i metodi della nonna, a volte di una banalità unica ma di grande efficacia. E così via libera allo “spignattamento”, termine che – nel gergo degli affezionati al genere eco-bio – sta per produzione casalinga dei cosmetici. Su internet o in libreria si trovano molti siti specializzati che offrono ricette per i prodotti più svariati. Fra i più conosciuti si segnalano www.saicosatispalmi.org e www.capellidifata.it .