Come è nata la sua passione per la cucina e il mangiar sano?
Sono nato in campagna, nel 1933. L’unica, grandissima, stanza da viverci, oltre alle tante camere, era la cucina. Lavorando con mio padre, avevo una conoscenza dei prodotti della terra e dell’allevamento. Guardando mia madre cucinare ho imparato tutto. Perfetta conoscenza delle materie prime, buona conoscenza della cucina. Su queste basi …
Che cosa ne pensa del nostro ministro Zaia che con grande spirito patriottico ha voluto portare all’interno della catena di fast.food Mc Donald il panino ” Mc Italy” fatto con prodotti italiani?
Non saprei rispondere: la mia conoscenza delle grandi multinazionali mi fa essere scettico. Inoltre grande compra da grande, perciò temo che la cosa sia ristretta ai grandissimi produttori che allevano bestiame in stalla e non signor di piccoli allevatori, e poi ci sono i grandi commercianti. Comunque è una bella vittoria del Made in Italy.
Quando è stata creata l’associazione Osti Custodi e quale è il suo scopo?
Sei anni fa, con lo scopo di salvaguardare le nostre tradizioni gastronomiche basate su prodotti eccellenti, che spesso costano meno dei prodotti e semilavorati “industriali”.
La globalizzazione ha portato anche, secondo lei, ad un appiattimento e ad un livellamento della cucina?
La globalizzazione è una parola che ha troppi significati. Purtroppo la scuola italiana da troppi anni non insegna più niente e così la famiglia. Questi due fatti, ci rendono praticamente indifesi di fronte allo strapotere dei supermercati e dell’industria multinazionale.
Come si dovrebbe spingere istituzionalmente la cultura culinaria italiana nel mondo?
Il problema è troppo vasto e riguarda la nostra cultura e il peso dell’Italia. Con questa classe politica che si interessa solo di chiacchiere – a destra , al centro e a sinistra – credo che ci sia poco da fare.







