La galleria Valentina Moncada presenta la personale di Francesca Leone dal 10 marzo al 21 aprile in via Margutta,54 a Roma. “La pittrice è così radicata nel nostro tempo da restituire, nelle sue immagini, quelle tensioni, quelle ansie, e quelle speranze che ognuno di noi non può non provare nel concreto della propria esperienza. È un’arte, insomma, che parla a tutti ma nel contempo è il prodotto di una complessa elaborazione scaturita dalla onnipresente dialettica tra positivo e negativo, tra entusiasmo e frustrazione, tra conoscenza vera del mondo intorno a noi e dubbio sulle concrete possibilità di esprimerci”. Questo è il commento del professore Claudio Strinati sul lavoro dell’artista che ci trasmette subito la sensazione e l’emozione dell’essere percepito da Francesca quando si trova davanti ad una tela. Ogni artista a proprio modo vuole raccontare il suo piccolo microcosmo, Francesca lo fa con tutta se stessa, si impegna completamente in ogni sua opera come se fosse l’ultima. Il bello viene reinterpretato attraverso il movimento fermo delle immagini. Nasce e proviene da una famiglia di artisti, la madre ballerina del teatro dell’opera di Roma, il padre il famosissimo regista Sergio autore di pellicole indimenticabili come “ C’era una volta il West”, “ Per un pugno di dollari” e “ Il buono, il brutto e il cattivo”. Da questo humus culturale cresce la passione per l’arte di Francesca che cresciuta prende una strada tutta sua e diventa una delle più importanti pittrici contemporanee proponendo un nuovo modo di dipingere e di sentire l’opera. Nella sua attività espositiva iniziale si annoverano, tra l’altro, la mostra curata dal prof. Claudio Strinati ai Musei Capitolini nel 2007 e la personale al Loggiato di San Bartolomeo di Palermo nell’aprile 2008. Nel 2008 tiene una personale a Palazzo Venezia che si intitola Primo Piano, nel 2009 le sue opere si fermano a Napoli a Palazzo dell’ Ovo per poi volare a Mosca al MMOMA. L’arrivo di Francesca alla galleria Moncada segna la fine di un ciclo con l’avvento di un nuovo studio pittorico rappresentato da 8 meravigliosi dipinti. Flussi immobili nasce dall’elemento acqua fortemente usato nelle opere di Francesca che inevitabilmente crea movimento e l’essenza dell’anima che purificata dall’acqua stessa risorge in una provocante immobilità . La rinascita e la trasformazione sono evidenti nella forza dei ritratti che quasi con rabbia e brutalità cercano il respiro dell’inconscio che li porta a nuova vita. Ritroviamo le nostre paure, l’amore e la bellezza ma anche la visione drammatica della realtà che troppo spesso soffoca la nostra personalità. Visioni di eterna purezza che raccolgono in un immenso abbraccio emozioni dimenticate e lontane. Non esiste superficialità ma un estrema ricerca nelle viscere profonde dell’io che poi porta alla riscoperta della consapevolezza. Tutto parte dalla fotografia, l’artista infatti prima ritrae i soggetti fermando le immagini   poi li rielabora e trasforma in qualcosa di personale. I ritratti di Francesca sono estremamente espressivi grazie ad una sapiente maturazione cromatica e ad una sottolineatura dei chiaroscuri che rendono decisamente drammatici i volti. Nella mostra riscopriamo l’anima dell’artista che ci prende per mano e magicamente ci conduce nel suo regno dei colori e delle emozioni che per attimo condivide con chi ha voglia di scoprirlo.

Ufficio Stampa Francesca Leone
Antonella Fabrizio antonellafabrizio@hotmail.it