E’ possibile fermare o rallentare l’imbiancamento dei capelli? Nei nostri articoli non diamo mai indicazioni o prescrizioni mediche. Ci limitiamo semplicemente a fornire dati o elementi che il lettore dovrà sempre riferire al proprio medico o al proprio farmacista. Premesso ciò parliamo un poco dell’imbiancamento dei capelli. Molti collegano l’imbiancamento dei capelli all’arrivo della vecchiaia, e per questo cercano di ritardare questo fenomeno il più possibile. Molti anche non sanno che esiste un curioso fenomeno per cui anche un ventenne può avere i capelli bianchi, e che prende il nome di piebaldismo. Questo strano fenomeno si verifica in un giovane per due possibili motivi, o per una incompleta migrazione delle cellule che producono la melanina, o per mancata differenziazione di queste cellule, che non raggiungono la fase finale di “cellula adulta”. D’altra parte un precoce imbiancamento dei capelli può dipendere anche dall’ ereditarietà, dallo stress, dall’ inquinamento,dal grado di maturità (in senso biologico) e da altre svariate ragioni. Anche gli agenti atmosferici o i detergenti troppo aggressivi o troppo frequentemente usati possono influire sui ponti disolfuro delle struttura cheratinica del capello. Inoltre, persone famose per la loro longevità ed eccellente salute esibiscono spesso delle robustissime e bianchissime chiome di sanissimi capelli. Premesso quindi che la vecchiaia ed i capelli bianchi non sono necessariamente collegati tra di loro, risparmieremo al lettore una trattazione esaustiva del capello che richiederebbe volumi interi, e ci limiteremo a sottolineare che una corretta nutrizione è importantissima anche per la salute del capello. Tale assunto risulterà evidente da un elementare schema dei nostri capelli. Semplificando al massimo, possiamo dire che ogni capello ha una parte visibile che chiamiamo stelo ed una parte nascosta che chiamiamo bulbo. Lo stelo possiamo dividerlo orizzontalmente in tre strati, ovverosia una cuticola esterna, poi una parte corticale, ed infine una parte midollare. Il bulbo, da parte sua, contiene una papilla molto ricca di vasi sanguigni la quale, sempre semplificando, fornisce nutrimento al bulbo e provvede alla concentrazione dei melanotici. Questi ultimi sono cellule che contribuiscono a formare la melanina, la quale infine è quel pigmento grazie al quale i capelli hanno il colore che hanno. La diversa concentrazione dei melanotici nella melanina sarebbe quindi responsabile dei diversi colori dei capelli, bianco compreso. Ad esempio gli albini sono privi di melanotici, ed i loro capelli sono bianchissimi. Il bulbo del capello, così come le ghiandole sebacee, si trova nel derma, che a sua volta è la parte più profonda della nostra pelle. Potremmo paragonare il bulbo ad un crogiolo di fusione in cui vengono mescolate tutte le sostanze da cui poi alla fine si ricava un capello in buona salute. E queste sostanze, con le quali si costruisce il fusto del capello, sono essenzialmente la cheratina, i lipidi, i minerali, i pigmenti e le vitamine. E siccome la cheratina è composta di 18 aminoacidi più o meno solforati, nel nostro crogiolo troveremo aminoacidi come la cistina e la metonima e la tirosina e la glicina ed altri, e minerali come il ferro e lo zinco ed il rame, e lipidi, e pigmenti tra cui due tipi di melanina, e vitamine come la vita e le vitamine del gruppo B.
Dosi inappropriate o troppo elevate o protratte di queste sostanze,che ricaviamo soprattutto dal cibo che consumiamo ogni giorno, possono influire sulla fragilità e la crescita dei nostri capelli. Ad esempio, sembra provato che dosi eccessive di vitamina A siano connesse a riduzione della robustezza dei capelli ed addirittura alla loro perdita. Recenti ricerche hanno collegato l’ingrigimento dei capelli ai cosiddetti radicali liberi. Mentre altri filoni di ricerca sono partiti dalla constatazione che lo stress e lo shock possono provocare l’imbiancamento e la caduta dei capelli, e tra questi una ricerca slovacca sembra aver dimostrato che la somministrazione di tre grammi di lisina e tre grammi di arginina abbasserebbero in meno di 90 minuti i livelli degli ormoni dello stress, con la conseguente constatazione che alimenti come lo yogurt e le arachidi sembrerebbero assai giovevoli in tal senso. Le case farmaceutiche ed i produttori di integratori, per lo specifico problema dell’imbiancamento dei capelli, privilegiano prodotti a base di (tutte o la maggior parte delle) vitamine del gruppo B ( e soprattutto vit. B5) contenute in alimenti come il lievito di birra o le verdure a foglia verde o i cereali integrali, inositolo (non vitamina B) contenuto in lievito di birra e noci e melassa ed agrumi e cavoli e legumi e latte e mandorle, PABA (acido para-aminobenzoico, cofattore idrosolubile delle vitamine del gruppo B) contenuto nel fegato e nel lievito e nel germe di grano e nella melassa (alcuni ricercatori come Adelle Davis, ma anche importanti multinazionali, sostengono che il PABA possa addirittura ripristinare il colore dei capelli nel 10% dei casi ),aminoacidi solforati, silicio (presente nelle cipolle, nei piselli freschi, nelle mele, nell’equiseto e nell’aglio. Aglio, cipolle e germe di grano contengono anche zolfo) .
Pur avendo semplificato all’eccesso, sembra quindi che la nostra nutrizione sia importante, e forse essenziale, per il benessere dei nostri capelli.
Articoli simili:
- 10 maggio 2010 – Baby Miss… quando a sfilare in passerella sono le bambine!
- 16 ottobre 2010 – Made in Italy… taroccato!
- 5 ottobre 2010 – VedoZero Una generazione di diciottenni vista attraverso i cellulari.
- 7 marzo 2010 – Cosmetici: alleati per la nostra bellezza o pericolosi veleni?
- 10 gennaio 2011 – A.S.T.R.A. Associazione Seriana Turismo e Ristorazione Alberghiera
- 10 marzo 2011 – “Suspense” Sculture sospese
- 18 febbraio 2011 – INDOVINA CHI VIENE A CENA…L’ARCHEOLOGIA A TAVOLA
- 11 aprile 2011 – “1861-2011, L’Italia dei Libri’”, al Salone del Libro di Torino
- 31 agosto 2010 – I Primi d’Italia Dal 23 al 26 settembre a Foligno torna la festa dei gourmet
- 3 marzo 2010 – Intervista a Beppe Bigazzi




