Una madre pur rovinandoti la vita resta sempre “La prima cosa bella” che ti sia potuta capitare.

Non può definirsi propriamente una commedia nel senso classico del termine“La prima cosa bella” di Paolo Virzì perché, nonostante le risate che suscita, è un film che scuote l’animo fin dalle fondamenta, che fa riflettere e piangere. Ridere si ride, vuoi per lo spiccato accento livornese dei protagonisti, vuoi per la comicità di Marco Messeri, vuoi per la straordinaria simpatia di Stefania Sandrelli, vuoi per la goffaggine di Valerio Mastrandrea, ma tutti i momenti di comicità sono solo piccoli spunti all’interno di una vicenda che, come nel vecchio e caro “Ovosodo” che ne ha consacrato il successo, il regista livornese incentra sul vissuto di individui normali, che conducono una esistenza normale all’interno di una famiglia normale. Il che, tradotto nel linguaggio di Virzì, significa persone un po’ sbandate, spesso in crisi con sé stesse, in conflitto con il mondo esterno e che vivono all’interno di famiglie scalcinate e scombussolate, in preda agli alti e bassi della vita.
Personaggio fulcro de “La prima cosa bella” è Anna Nigiotti, impersonificata in maniera intensa e convincente da Micaela Ramazzotti prima e da Stefania Sandrelli poi, una madre la cui unica colpa, è quella di essere bella e quindi desiderata da tutti, capace di scatenare le gelosie del marito e della sorella, una donna libera, priva di pregiudizi, immune dalle dicerie, forte e capace di affrontare le traversie della vita a testa alta e con il sorriso. Una mamma con la emme maiuscola, che manifesta continuamente il suo amore viscerale per i figli con baci, abbracci, o con una semplice “cantatina” per risollevarli dalla tristezza. Una donna in balia dei sentimenti, delle passioni, ma piena di gioia di vivere e di candore, due caratteristiche che non perderà neanche sul letto di morte.
E’ intorno al capezzale della madre morente che si ritrovano i due figli, Bruno (Valerio Mastrandrea) e Valeria (Claudia Pandolfi). Il triste evento si rivela per entrambe l’occasione per ritrovare se stessi, le proprie vere emozioni, per ricordare con leggerezza i momenti vissuti insieme alla madre che li ha sballottati a destra e sinistra trascinandoli con sé in mille disavventure sentimentali e lavorative, per riappacificarsi con essa e perdonarla dei momenti imbarazzanti e tristi che ha fatto vivere loro, non per ultimo quello di ritrovarsi con grande stupore ad avere per fratello il ventisettenne figlio dell’avvocato Cenerini (Dario Ballantini), presso cui la madre ha lavorato fra gli anni ’70 e gli anni ’80 come segretaria.
Sono i flash-back continui di Bruno a riportarci ad una Livorno anni ’70, resa ancor più reale dal colore giallognolo e sdrucito della pellicola. Con la vittoria del titolo di Miss Mamma al Bagno Pancaldi nel 1971 Anna Nigiotti scatena le gelosie del marito Mario (Sergio Albelli) che, influenzato dalle dicerie e dalle chiacchiere dei concittadini, la scaccia di casa con i figli. La giovane donna senza perdersi d’animo si rimbocca le maniche e cerca di tirare avanti come può, aiutata dalla propria sfolgorante ed imbarazzante bellezza nonchè da uno spirito così entusiasta e disincantato che tuttavia non le consente di difendersi dai raggiri degli uomini. Bruno fin da piccolo sente la presenza ingombrante della madre e vive la sua bellezza come un ostacolo ad un normale rapporto madre – figlio tanto da portarlo a rinchiudersi in sé stesso e sui libri piuttosto che trovare uno sfogo. La sorella minore Valeria, compagna di mille disavventure, nonostante la sua insopportabile lagnosità, la sua dolcezza e la sua leggerezza, diventa poi capace di riallacciare con maturità i rapporti interfamiliari e di vivere lei stessa una volta adulta i sentimenti in maniera libera e totalizzante.


Il male di vivere di Bruno, che permea tutta la vicenda, si dissolve mano a mano che si riavvicina alla madre per lungo tempo allontanata da sé per poi trovare una catarsi definitiva in un bagno a mare nelle acque di Livorno, quello stesso bagno che lei stessa più volte le ha consigliato per combattere la tristezza.
Durante gli ultimi attimi di vita di Anna Nigiotti, preceduti da un matrimonio lampo con il Nesi (Marco Messeri), coinquilino della donna e da sempre innamorto di lei, sembra che tutto quel groviglio di sentimenti che attanagliavano Bruno, Valeria e tutte le altre persone presenti nella vita della donna riesca a dipanarsi. Un momento di commozione che fa stringere il cuore e che ci presenta la morte come un evento della vita da affrontare con serenità come tutti gli altri, belli o brutti che siano. Profetiche le parole di Anna rivolte ai figli in punto di morte:<>.

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